Il tema della prima edizione di COSMO Festival di Architettura riflette sul dialogo con il contesto, inteso non come semplice sfondo ma come materia attiva del progetto. Dal 28 dicembre 2025 al 12 gennaio 2026, Siracusa e il territorio di Pantalica diventano un laboratorio a cielo aperto in cui architettura, paesaggio e comunità si intrecciano in un percorso fisico e concettuale che attraversa luoghi fondativi del Mediterraneo.
COSMO invita architetti, artisti e creativi a confrontarsi con l’identità culturale, storica e geografica dei territori che abitano, riconoscendo il contesto come elemento capace di modellare e dare senso all’opera. In una città stratificata come Siracusa e in un paesaggio archeologico e naturale come Pantalica, il progetto contemporaneo è chiamato non solo a preservare, ma a interpretare, attivare e rendere nuovamente leggibili gli spazi pubblici.
La prima edizione del festival si articola attraverso tre interventi che costruiscono un itinerario ideale tra Siracusa e Pantalica. A Ortigia, al Belvedere della Turba, l’architetto svizzero Leopold Banchini realizza un riparo urbano temporaneo che riflette sul tema degli shelter come architetture primarie, dispositivi essenziali di relazione, orientamento e condivisione, capaci di attivare uno spazio urbano recentemente restituito alla città.
Il secondo intervento si colloca a Sortino, nella piazza dei Cappuccini, dove lo studio FONDAMENTA propone un padiglione temporaneo che ricostruisce un asse prospettico urbano e trasforma uno spazio oggi dominato dalla presenza delle automobili in un luogo di incontro e di possibilità. Un’architettura effimera che suggerisce una visione alternativa dello spazio pubblico come scena collettiva e generatore di socialità.
Il percorso del festival si conclude a Pantalica, nei pressi dell’Anaktoron, con una performance ideata dall’artista e architetto Didier Fiúza Faustino. L’azione rielabora il tema delle processioni siciliane in chiave contemporanea, mettendo in relazione corpo, paesaggio e architettura primitiva, e riattivando il senso originario di uno dei luoghi più emblematici del territorio.
Attraverso installazioni temporanee e performance, COSMO propone interventi che dialogano con l’esistente, valorizzano il patrimonio e aprono nuove possibilità di uso e di percezione dei luoghi. Il contesto diventa così uno spazio di relazione, un campo di forze in cui storia e presente si incontrano, generando nuove narrazioni e forme di condivisione.
COSMO nasce da questa esigenza. Ripensare il ruolo dell’architettura temporanea come strumento critico e culturale, capace di innescare domande sulla qualità degli spazi che abitiamo e sul rapporto tra contemporaneo e memoria, immaginando un ordine possibile in cui il progetto diventa parte integrante del territorio e della comunità che lo vive.
PERSONAL KINGDOM, Didier Fiúza Faustino.
Anaktoron di Pantalica

La mia casa è un regno
senza terra, senza sudditi.
Viaggio con essa senza meta
seguendo il tempo, le stagioni, gli insetti.
Il mio regno è portato sulle spalle
di coloro che se ne prendono cura insieme.
A turno ci scambiamo di posto
e sperimentiamo andature diverse.
Poi, da una nuova prospettiva,
il mio regno diventa collettivo.
Personal Kingdom è un padiglione nomade. Viaggia per il mondo in forma di processione e permette a chiunque di sedersi sul suo trono e abbracciare, anche solo per un momento, il paesaggio.

Nome del progetto: Personal Kingdom
Progetto di: Didier Fiúza Faustino
Realizzato da: DiSe
25054, Fondamenta.
Piazza dei Cappuccini, Sortino

Questo intervento nasce da una scelta di luogo.
Ai margini di Sortino, là dove uno degli assi principali della città si dissolve in una scala residuale, abbiamo individuato una condizione latente: una linea barocca un tempo proiettata verso l’esterno, verso la valle e oltre. Ciò che oggi appare come un termine conteneva in origine un potenziale di orientamento e di aggregazione. L’intento del progetto è riattivare questa condizione, non attraverso il ripristino di una forma perduta, ma mediante l’inserimento di un dispositivo capace di risvegliare la memoria spaziale e l’uso collettivo.
Respirando verso l’esterno della città, la scalinata prolunga uno dei grandi assi di Sortino verso il margine aperto. Qui cardo e decumano organizzano movimento e sguardo. Alla testa di questo asse si colloca il dispositivo, che poi ruota dolcemente di 5,7 gradi, allineandosi con il lontano Anaktoron. Questa rotazione è operativa più che simbolica: lega l’ordine urbano alla profondità del paesaggio, segnando l’esistenza di un luogo che non può essere visto, ma solo verso cui ci si può orientare. Il dispositivo non inquadra un’immagine; segnala una direzione, affermando una presenza attraverso l’assenza.
Il luogo diventa insieme scena e pubblico.
Agendo come un megafono silenzioso, il dispositivo amplifica le voci mentre la sua pelle in sughero assorbe l’eco, trasformando la proiezione in una risonanza calma. Il corpo diventa oratore, cantante, narratore. Il vuoto urbano si fa performativo. Ciò che era discesa diventa platea. La forma del dispositivo nasce da una duplice necessità, con esigenze ergonomiche tra loro confliggenti: propagare il suono e orientare lo sguardo. Ne deriva un apparato ibrido, la cui geometria è conseguenza della riconciliazione di due azioni irriducibili: parlare e vedere.
Così il belvedere diventa soglia e richiamo all’attenzione del luogo.
Il percorso prosegue verso Pantalica, attraverso la necropoli e verso l’Anaktoron stesso, invitando all’ingresso senza imporlo. E una volta giunti lì, voltandosi indietro, l’orizzonte può rivelare una porta silenziosa, che con gentilezza insiste nell’essere trovata.

Nome del progetto: 25054
Progetto di: Fondamenta
Realizzato da: DiSe
ASYMPTA, Leopold Banchini.
Belvedere della Turba, Siracusa

Si conosce poco delle persone che hanno vissuto e seppellito i propri morti lungo il fiume Anapo. Pantalica, un complesso di oltre 4000 tombe scavate nella roccia risalenti a un millennio prima di Cristo, ci dice molto poco su come i vivi trovassero riparo. Poiché sono state rinvenute pochissime tracce di architettura abitativa comune, possiamo solo supporre che gli abitanti della valle utilizzassero tecniche costruttive leggere e materiali organici locali per costruire le loro case.
Parte del sito UNESCO Siracusa Pantalica, Asympta è una micro architettura speculativa che riflette sul paesaggio architettonico in gran parte sconosciuto della civiltà preistorica piuttosto che sulla sua necropoli, che invece è nota. Esplora come architetture e cosmologie possano emergere da un paesaggio specifico, in sintonia con la sua topografia e le sue risorse. L’installazione temporanea, che richiama le qualità provvisorie delle prime architetture domestiche, genera narrazioni diverse e fittizie basate tanto su metodi costruttivi vernacolari quanto contemporanei, prendendo volutamente le distanze da teorie archeologiche o scientifiche.

Utilizzando legno locale sigillato dal fuoco, pietra pece calcarea, pietra lavica proveniente dal vicino vulcano Etna, bronzo e feltro di lana di pecora, la struttura offre uno spazio ombreggiato per l’incontro e la riflessione. La doppia forma asintotica richiama sia il cono del vulcano che domina il paesaggio della Sicilia orientale sia la forma delle escavazioni delle vicine latomie. La struttura aperta parla di prossimità, adattabilità e reciprocità nei confronti di questo ricco paesaggio, mettendo allo stesso tempo in discussione il mito romanticizzato della Capanna Primitiva di Laugier.

Nome del progetto: Asympta
Progetto di: Leopold Banchini
Realizzato da: DiSe